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Come si prepara l'abbacchiatore prima della raccolta

Dieci minuti in officina prima di partire, e la campagna fila. I sei controlli da fare sull'abbacchiatore dopo undici mesi di fermo: aghi, supporti, serraggi, asta, cavo e batteria.

di Gardenmac 3 min di lettura

Schema di un abbacchiatore a batteria con i sei punti da controllare prima della raccolta

L'abbacchiatore passa undici mesi fermo e tre settimane sotto sforzo. Quasi tutte le chiamate che riceviamo a ottobre riguardano attrezzi che sono partiti senza un controllo: un ago spezzato l'anno prima, un connettore ossidato, una vite lenta che ha allargato il foro.

Sono dieci minuti di lavoro. Falli adesso, non la mattina in cui devi andare in campo.

1. Gli aghi in carbonio

Guarda il pettine contro luce, ago per ago. Cerchi due cose: quelli spezzati, che si vedono subito, e quelli incrinati, che si riconoscono da una riga bianca vicino all'attacco. Un ago incrinato si spezza al primo ramo grosso, e quasi sempre lo fa a metà giornata, lontano dalla macchina.

Gli aghi sono un ricambio: si cambiano uno alla volta, senza smontare la testa. Tienine due o tre di scorta nella cassetta, perché durante la campagna servono davvero.

2. I supporti degli aghi

Sono i due pezzi in cui gli aghi si infilano, e si consumano dove l'ago batte. Se il foro si è ovalizzato, l'ago balla: lavora male e si rompe prima. Si sostituiscono in coppia, e conviene farlo quando cambi più di due aghi insieme.

3. I serraggi

Con 1400 battute al minuto le viti si allentano, è normale. Prima di partire ripassa tutte quelle che vedi: testa, cover, attacco dell'asta. Serra fermo ma senza forzare: sono sedi in plastica tecnica, e una vite tirata troppo allarga il foro e non tiene più.

4. L'asta telescopica

Sfila l'asta per tutta la corsa, dai 240 ai 350 cm, e riportala dentro. Deve scorrere pulita. Se raspa, quasi sempre è terra secca dell'anno prima: si pulisce con uno straccio, mai con carta abrasiva. Controlla il bloccaggio: deve tenere quando il pettine tira, perché è lì che si sfila e ti cade addosso.

Una goccia di lubrificante sui punti di scorrimento basta. Il kit olio più grasso è lo stesso che usi per forbici e potatori, non serve altro.

5. Il cavo e l'inverter

Questo vale per chi lavora con l'alimentazione a cavo. Srotola i 15 metri per intero e guarda i due connettori: l'ossido verde sui contatti è la causa numero uno delle perdite di potenza, e si toglie con uno straccio asciutto. Poi controlla la guaina in tutta la lunghezza, soprattutto vicino ai connettori, dove il cavo si piega ogni volta.

Prova l'inverter con l'auto accesa prima di andare in campo: se la batteria dell'auto è al secondo inverno, è lei che ti lascia a piedi, non l'abbacchiatore.

6. La batteria a zaino

Chi ha la versione con lo zaino ha un controllo diverso: carica completa, poi lascia riposare una notte e riguarda il livello. Se è sceso da solo, la batteria ha perso capacità e te ne accorgi adesso, non a metà del secondo giorno di raccolta. Le bretelle vanno regolate a vuoto: con cinque chili sulle spalle per otto ore, il punto in cui appoggia il peso conta più di quanto sembri.

Il controllo finale

Monta tutto, collega e fai girare il pettine trenta secondi a vuoto. Ascolta: un ronzio regolare va bene, un battito irregolare o una vibrazione nuova no. Se qualcosa non torna, chiamaci prima di andare in campo: in piena raccolta il laboratorio è pieno, mentre un attrezzo che arriva adesso torna indietro molto più in fretta.

In sintesi

  • Aghi: cerca gli incrinati, non solo i rotti.
  • Supporti: se il foro è ovalizzato, cambiali in coppia.
  • Viti: tutte, ferme ma senza forzare.
  • Asta: corsa piena, pulizia, bloccaggio che tiene.
  • Cavo: ossido sui contatti e guaina vicino ai connettori.
  • Zaino: carica, una notte di riposo, ricontrolla il livello.

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