← Torna al giornale

Guide

Quanto costa raccogliere le olive a mano, e quando conviene l'abbacchiatore

Prima di guardare il prezzo di un abbacchiatore conviene fare un altro conto: quanto costa la raccolta come la fai adesso. Il metodo per calcolarlo in cinque minuti, cosa cambia davvero con l'attrezzo a batteria e i casi in cui non conviene.

di Gardenmac 5 min di lettura

Mani che raccolgono le olive dal telo e le mettono in una cassetta

La domanda arriva sempre nello stesso modo: «quanto costa un abbacchiatore?». È la domanda sbagliata, o meglio, è la seconda. La prima è quanto ti costa la raccolta adesso, perché è con quel numero che il prezzo dell'attrezzo va confrontato.

Qui sotto trovi il metodo per fare quel conto sul tuo oliveto, cosa cambia in campo con un abbacchiatore elettronico, e i due casi in cui ti diciamo noi di lasciar perdere.

Il conto che conta: quante giornate ti serve oggi

Non esiste una resa valida per tutti: dipende dalla cultivar, dalla carica dell'anno, dall'età delle piante e da quanto è pulito il terreno sotto. Per questo l'unico numero che vale è il tuo, e si ricava da tre dati che conosci già:

  • quante piante raccogli in una campagna;
  • quante giornate ci hai messo l'anno scorso, contando tutte le persone che erano in campo;
  • quanto ti costa una giornata: paga giornaliera se hai operai, oppure il valore della tua giornata se la fai tu.

Moltiplicando giornate per costo giornaliero hai il costo della raccolta. Fatto questo conto, il prezzo dell'attrezzo smette di essere una spesa e diventa un rapporto: quante campagne servono perché si ripaghi. Chi ha un uliveto di famiglia e raccoglie in due weekend all'anno ha una risposta; chi raccoglie per conto terzi ne ha un'altra, e di solito la trova prima della fine della prima stagione.

Il secondo costo, quello che nessuno mette nel conto, è il tempo che non si compra: la finestra di raccolta dura poche settimane, e le olive rimaste sulla pianta oltre il momento buono valgono meno in frantoio. Allungare la campagna non è gratis, anche quando la manodopera non si paga.

Cosa cambia in campo

Un abbacchiatore elettronico lavora con degli aghi in carbonio che pettinano il ramo e fanno cadere le olive sulla rete. Il nostro EVO 42 fa 1400 battute al minuto, pesa 2,8 kg e monta un'asta telescopica da 240 a 350 cm: la chioma si raggiunge da terra, senza scala, ed è il punto che cambia la giornata più della velocità.

Tre conseguenze pratiche, nell'ordine in cui le raccontano i clienti:

  • si finisce prima la pianta, e soprattutto si finiscono le parti alte che a mano si lasciano indietro;
  • si scende dalla scala: meno rischio e meno tempo perso a spostarla;
  • si lavora anche il secondo giorno, perché le braccia reggono. La raccolta a mano non si ferma per la velocità, si ferma per la stanchezza.

Attenzione a una cosa che i cataloghi non dicono: l'abbacchiatore non sostituisce le reti né il lavoro di stesura. Se il terreno è in pendenza o pieno di erba alta, il collo di bottiglia resta lì, e l'attrezzo fa guadagnare meno di quanto promette.

Con il cavo o con lo zaino

La differenza vera fra i due modelli non è il motore, che è lo stesso: è come arriva la corrente.

L'EVO 42 si alimenta con un cavo da 15 metri, giuntabile, collegato alla batteria dell'auto con un inverter. Autonomia 8-10 ore, e con una batteria da 100 Ah si alimentano due abbacchiatori insieme. È la soluzione giusta se l'auto o il trattore possono stare vicini alle piante: costa meno e non hai niente sulle spalle.

L'EVO 42 ULTRA ha lo stesso motore ma uno zaino a batteria da 42V: nessun cavo, 16 ore di autonomia, circa 5 kg sulle spalle. Serve quando le piante sono lontane fra loro, quando il terreno non si gira in macchina, o quando si raccoglie per conto terzi e il cavo diventa un impiccio.

C'è anche una terza strada, che in pochi conoscono: la batteria a zaino si compra da sola e si monta su un EVO 42 già in uso. Chi ha cominciato col cavo e si trova stretto non deve ricomprare l'attrezzo.

Quando ti diciamo di no

Due casi, e li diciamo prima della vendita perché è più facile dirli adesso che a dicembre.

Poche piante. Sotto la ventina di olivi, e con la raccolta che si chiude in un fine settimana, un abbacchiatore elettronico resta fermo undici mesi all'anno. Se il problema è arrivare in alto senza scala, la spesa giusta è un attrezzo su asta, non un abbacchiatore.

Olive da mensa. Il pettine scuote, e l'oliva che cade da tre metri si ammacca. Per la mensa la raccolta a mano resta la scelta corretta, e non è una questione di attrezzi ma di prezzo del prodotto finito.

Cosa si consuma, e quanto costa

La parte che si rompe è sempre la stessa: gli aghi in carbonio. Si spezzano quando si forza il pettine dentro un ramo grosso, ed è normale che a fine campagna ne manchi qualcuno. Sono un ricambio, costano poco e si cambiano in campo con un cacciavite.

Il resto, motore e meccanica, dura se fai due cose: pulire la testa a fine giornata e non tirare l'attrezzo quando il pettine resta impigliato. La garanzia è di 24 mesi su tutti i componenti, con ritiro e riconsegna a carico nostro.

In sintesi

  • Il confronto giusto non è col prezzo dell'attrezzo, ma con il costo delle giornate che impieghi oggi.
  • Il guadagno più grande è la chioma alta raggiunta da terra, non la velocità sul singolo ramo.
  • Cavo se l'auto arriva vicino alle piante, zaino se il terreno è largo o lavori per conto terzi.
  • Lo zaino si aggiunge dopo: chi parte col cavo non è chiuso in un angolo.
  • Poche piante o olive da mensa: meglio non comprarlo.

Se vuoi un parere sul tuo caso, chiamaci allo 0865 860247 e raccontaci quante piante hai e com'è il terreno: in due minuti sappiamo dirti se ti serve o no.

Foto di copertina: Anna.Massini, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Condividi

Non sai quale modello scegliere?

Tre domande e ti diciamo quale forbice o potatore fa per te. Oppure chiami: risponde un tecnico, non un centralino.

Continua a leggere

Lascia un commento

Nota che i commenti devono essere approvati prima della pubblicazione