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Extra vergine non è una data sul calendario: è un numero. Anzi, quattro
Cosa dice davvero la legge, cosa dice la ricerca sull'indice di maturazione e sui polifenoli, e dov'è la finestra in cui un olio nasce...
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Campo pulito, reti contate, squadra pronta e frantoio prenotato. Ma la differenza vera la fa se l'abbacchiatore parte al primo colpo o si scopre scarico la mattina della raccolta: ecco cosa si fa nelle ultime tre settimane.
di Gardenmac 7 min di lettura
Fra tre settimane, sui primi oliveti del Centro-Sud, si comincia. Non è una data che si sceglie a tavolino: la decidono la cultivar, l'annata e il colore delle drupe. Quello che invece si decide adesso è in che stato ci arriviamo — se sotto le piante c'è l'erba alta o il terreno pulito, se le reti sono contate o «dovrebbero bastare», se l'abbacchiatore parte al primo colpo o si scopre scarico la mattina della raccolta.
Questa è la lista di controllo delle ultime tre settimane. Nessuna voce richiede più di mezza giornata: tutte, se rimandate, costano il doppio quando la raccolta è già cominciata.
La regola pratica è una sola, e non è il calendario: si raccoglie quando la maggioranza delle drupe è invaiata, cioè quando il colore vira dal verde al violaceo. Prima si raccoglie, meno olio si porta a casa ma più carattere ha: l'amaro, il piccante e i polifenoli — che sono anche ciò che tiene l'olio buono nel tempo — stanno in alto all'inizio dell'invaiatura e scendono man mano che la drupa matura.
Il punto di equilibrio cambia da varietà a varietà: una Leccino matura presto e tutta insieme, una Coratina arriva tardi e si stacca con fatica, una Nocellara del Belice destinata alla mensa si raccoglie addirittura verde. Se vuoi sapere dove si colloca la tua, l'abbiamo scritto varietà per varietà nella guida alle cultivar italiane da nord a sud.
Il controllo da fare adesso: cammina fra i filari con un secchio, stacca una decina di olive da piante diverse e guarda quante hanno la buccia virata. Sotto il 30% è presto. Fra il 40 e il 70% è il momento in cui lavora quasi tutta l'olivicoltura italiana. Sopra l'80% hai più olio ma stai già perdendo qualità, e le prime drupe cominciano a cadere da sole.
Il lavoro meno appariscente è quello che fa risparmiare più ore: sfalciare sotto chioma e lasciare il terreno raso. Con l'erba alta le reti non appoggiano, le olive spariscono nel verde e ogni passata di raccolta diventa una caccia al tesoro. Se il terreno è in pendenza, un'erba corta tiene anche la rete ferma.
La rete è l'attrezzo più sottovalutato della raccolta. Serve che copra l'intera proiezione della chioma più un metro: le olive scuotendo non cadono a piombo, rimbalzano. Una rete corta significa raccogliere a mano quello che finisce fuori, ed è il lavoro più lento che esista.
Da fare adesso, non il giorno prima: stendere una rete a terra e guardarla in faccia. Gli strappi si cuciono in cinque minuti con ago e filo da rete; scoperti sul campo diventano olive che passano attraverso. Contare i metri veri — non a memoria — e confrontarli con il numero di piante da battere in una giornata.
Un abbacchiatore che ha lavorato una stagione e poi è stato messo in un capanno per undici mesi non si accende la mattina della raccolta: si accende due settimane prima, in cortile, con calma. Il controllo è di venti minuti.
Il nostro Falco EVO 42 e la versione EVO 42 ULTRA hanno anche un selettore a tre velocità: vale la pena decidere adesso, non sulla scala, quale regime userai. Bassa sulle piante giovani e sulle olive da mensa, media per la raccolta di tutti i giorni, alta sulle varietà che si staccano con fatica — Coratina, Taggiasca, Ravece.
Una squadra che si organizza sul posto perde la prima ora. I ruoli sono tre e conviene assegnarli prima: chi stende e sposta le reti, chi scuote, chi raccoglie e insacca. Il terzo è il collo di bottiglia: se chi scuote va più veloce di chi raccoglie, le olive restano a terra e prendono umidità.
Sulla sicurezza non c'è molto da discutere e costa zero: guanti, occhiali quando si batte verso l'alto, scarpe chiuse, e la scala mai sul terreno molle senza averla assicurata. Se lavori con il cavo e l'inverter, tieni il percorso del cavo fuori dal passaggio delle persone.
Qui si perde la qualità che hai guadagnato in tutto l'anno. Due regole:
Se il frantoio è lontano, conviene organizzare giornate di raccolta più corte ma con consegna immediata, invece di accumulare tre giorni di olive per fare un solo viaggio.
La raccolta delle olive non si vince il giorno della raccolta. Si vince adesso: campo pulito, reti contate e intere, attrezzo provato a vuoto, squadra con i ruoli assegnati e frantoio prenotato. Sono cinque cose, nessuna difficile. Chi le fa entra in stagione e pensa solo a raccogliere; chi non le fa passa i primi tre giorni a rincorrerle, e quelli sono esattamente i giorni in cui l'oliva è al punto giusto.
Se hai dubbi sull'attrezzo — quale regime usare sulla tua cultivar, se conviene il cavo o lo zaino, che ricambi tenere in cassetta — chiamaci prima di partire, non durante: 0865 860247, risponde un tecnico.
Non sai quale modello scegliere?
Tre domande e ti diciamo quale forbice o potatore fa per te. Oppure chiami: risponde un tecnico, non un centralino.
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